Società Mutuo Soccorso

Forno Operaio Agricolo

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"Art. 1 - Legge 3818" Le Società di Mutuo Soccorso conseguono la personalità giuridica nei modi stabiliti dalla presente legge. Esse non hanno finalità di lucro, ma perseguono finalità di interesse generale, sulla base del principio costituzionale di sussidiarietà"


 

Chi siamo

Il 15 marzo 1925 in Orbassano viene costituita la "Società Anonima Cooperativa Panificio Orbassanese" per volontà di alcuni contadini ed operai che nonintendevano sottostare alle imposizioni dei panificatori che volevano cuocere le loro farine, prodotte macinando il proprio grano. Il 1° dicembre 1926 acquistano i locali di Via dei Molini 11.

Il 26 giugno 1932 la Società viene rifondata in "Società Anonima Cooperativa Forno  Operaio e Agricolo ORBASSANO". Infine dopo alterne vicende il 19 aprile 2005 la Società si trasforma in "Società di Mutuo Soccorso Forno Operaio Agricolo". La nostra società è un ente senza scopo di lucro che persegue finalità di interesse generale sul principio della sussidiarietà. Questo principo significa semplicemente l'esclusivo svolgimento in favore dei soci e dei loro famigliari conviventi di attività e prestazioni di assistenza e sussidio nei casi di bisogno. In quanto tale, la nostra società esclude remunerazione di capitali in quanto non sono presenti azionisti da compensare, ma soci da aiutare.


CDA della Società Mutuo Soccorso
"Forno Operaio Agricolo"
Orbassano al 1-1-2025

MORREALE SALVATORE 

Presidente 

19/06/1955 

FIORA SONIA 

Vice Presidente - Tesoriera 

02/08/1972 

FERRERO ROSANNA 

Vice Presidente - Segretaria 

22/05/1949 

BRUNETTI PIERO 

Consigliere 

19/12/1946 

CALDARA FRANCESCO 

Consigliere 

27/06/1967 

MANCA MARIO 

Consigliere 

21/06/1952 

GUERRIERI MICHELE 

Consigliere 

16/01/1953 

FASANO MARIA ANTONELLA 

Consigliere 

08/08/1953 

ONGARO LUCA 

Consigliere 

10/06/1981

Il nostro statuto

Soci 2025 - n° 133

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STORIA DELLE SMS 

Le prime società di mutuo soccorso nacquero alla fine del 1700 come esperienze di associazionismo volontario, er rispondere alle necessità dei lavoratori appartenenti ai ceti meno abbienti, che erano privi di qualsiasi forma di tutela, di previdenza o di assistenza. Così, nell’età della Rivoluzione Industriale nasce la mutualità moderna, fondata sull’unione delle forze per raggiungere obiettivi di promozione sociale ed economica. In una società in cui non esisteva né la pensione né alcuna altra forma di previdenza, il capo famiglia che si ammalava lasciava moglie e figli in grande difficoltà. Se nelle campagne le vecchie famiglie patriarcali allargate potevano offrire un sostegno minimo e rappresentavano comunque un punto di riferimento sicuro per ognuno dei loro componenti, nelle città i nuclei familiari si trovavano in ben altra situazione: isolati, non sapevano a chi rivolgersi per trovare aiuto. Il soccorso reciproco si rivelò dunque, man mano, una via quasi obbligata, a tutela di chi era nel bisogno e lentamente, si diffusero comunque anche in alcune aree rurali. Le società di mutuo soccorso, con una modica quota mensile, garantivano sussidi in caso di malattia, invalidità o di morte dei soci. Iniziarono poi a fondare scuole serali e professionali. L’obbligo di un contributo fisso era una condizione non semplice da rispettare, data l’esiguità dei salari, ma che educava alla parsimonia e garantiva la dignità.

Nel nuovo contesto socio-economico dell’800 il fenomeno crebbe sempre più, in particolare in Piemonte, ove lo statuto Albertino assicurava la libertà di associazione. Gradualmente gli statuti delle società di mutuo soccorso si proposero anche altre finalità oltre a quelle tradizionali: il sostegno creditizio agli associati, la fornitura di materie prime, la vendita ai soci di prodotti di prima necessità al prezzo di costo, la costituzione di magazzini e forni sociali. E’ in tale contesto che nasce la cooperazione, nel grembo stesso delle società di mutuo soccorso e i Pionieri di Rochdale, gli operai tessili che fondarono la prima cooperativa in un sobborgo di Manchester, si riferirono per quella loro società, agli statuti delle mutue, le “Friendly Societies”.

Una comunanza di origini tra cooperative e società di mutuo soccorso, che deriva dalla stessa concezione di mutualità, intesa nelle prime, con attività sociale di previdenza e assistenza, nelle seconde, con la gestione dell’impresa. Il tentativo comune è quello di dare una risposta economica intessuta di forti elementi valoriali a un ceto di lavoratori che sta acquisendo sempre maggiore consapevolezza e senso della propria dignità.  

In Italia, le società di mutuo soccorso si diffusero rapidamente, ma solamente al nord, a partire dal Piemonte sabaudo, fino alle altre regioni settentrionali della penisola, Lombardia, Liguria, Emilia e Veneto. Le loro caratteristiche erano la localizzazione prevalentemente urbana, la forte coesione professionale e la neutralità politica.

Nell’Italia post-unitaria, nel 1864 venne pubblicata la prima statistica riguardante il fenomeno, che evidenziò una maggiore diffusione nelle regioni dove era più elevata la densità di centri urbani: lì larghi strati di operai e artigiani avevano dovuto affrontare i maggiori costi sociali dei cambiamenti economici derivanti dallo sviluppo industriale. L’indagine rivelò, in quel periodo, la completa assenza di società operarie nel sud Italia.

Una realtà così diffusa richiese una presa d’atto da parte dello stato che nel 1886, promulgò la legge del 15 aprile n. 3818.

Con il primo Novecento si affermò la legislazione sociale: nel 1904 fu estesa l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e nel 1912 venne costituito l’INA, con il compito di estendere la previdenza per invalidità e vecchiaia. Al 31 dicembre 1924, sul territorio nazionale, erano presenti complessivamente 5719 mutue riconosciute e non, con un totale di 885.393 iscritti: un fenomeno di larga portata popolare, con grandi implicazioni economiche. Durante il fascismo molte società di mutuo soccorso furono sciolte, altre continuarono a esistere come associazioni di fatto.

Dopo la guerra, quando le SOMS ripresero ad espandersi, la società italiana era profondamente mutata: il lavoratori avevano visto riconosciute molte tutele, l’introduzione della pensione e l’estensione della protezione in campo sanitario, soprattutto per i lavoratori dipendenti. Fu quindi sui lavoratori autonomi e i professionisti senza “copertura”, che si concentrò l’attività delle società di mutuo soccorso.

Con l’affermarsi dello stato sociale, alla fine del ‘900 molte mutue che vantavano una lunga tradizione continuarono a svolgere la propria attività nel campo della promozione culturale e della valorizzazione del territorio. Si stava però affacciando un fenomeno destinato ad affermarsi negli anni 2000: la crisi economica e i suoi conseguenti effetti nefasti sul welfare hanno portato alla costituzione di nuove mutue, con un ruolo sempre più importante sul piano dell’assistenza sanitaria integrativa e del sostegno sociale. Oggi, in tempi di difficoltà, si cercano di nuovo risposte concrete e si riscoprono come straordinariamente attuali quei valori della mutualità e della solidarietà, che avevano fondato la proposta intelligente e originale delle società di mutuo soccorso.


La Consulta Valsusa e Valsangone

Dalle considerazioni sulla necessità di fare squadra e rete fra le consorelle SOMS e Cooperative, il giorno 21 novembre del 2009, ad Avigliana presso il "Salone Sociale" della "Società di Mutuo Soccorso fra Artisti e Operai e Contadini di Avigliana" è nata "La Consulta SOMS e Cooperative delle Valli Susa e Sangone", composta da 12 società in seguito poi ingranditasi con il coinfluimento di altre 4 il 20 gennaio 2012. La Consulta è nata allo scopo di incentivare la mutualità, la solidarietà, la reciprocanza, lavorando in rete e ponendo degli obiettivi ambiziosi alle Società Mutuo Soccorso e Cooperative del territorio.

Il lavoro intrapreso sta dando dei frutti grazie all'impegno di tutte le SOMS e Coop. che partecipano attivamente ai progetti, oltre che condividere l'iscirzione alla Federazione Nazionale (FIMIV). Tra le nostre iniziative più recenti, le due mostre realizzate "Garibaldi nelle società operaie" e "Le residenze Sabaude", il fiore all'occhiello è poi stata la clinica oftalmica mobile.

Adesso nel 2016 abbiamo perfezionato alcune convenzioni e stiamo operando nella prevenzione medica anche nei campi dell'ortopedia, della psicatria, della dietetica e dell'alimentazione umana. L'ultima novità è rappresentata dalla "Telemedicina", con possibilità di operare le prevenzioni: Cuore con ECG, Osteoperosi con MOC, Melanomi con Epiluminescienza e check-up generale mediante visita ed analisi. Al termine sarà rilasciata gratuitamente il referto cartaceo.

 


SOCIETA’ DI MUTUO SOCCORSO FORNO OPERAIO AGRICOLO ETS 

Via Dei Molini,23-10043 ORBASSANO (TO) – Cod. Fiscale: 00656540010 – Repertorio RUNTS: 4094 

E-mail: smsfornoopagr@libero.it; PEC: smsfornooperaioagricolo@pec.it 

Codice IBAN: IT78P0306909606100000002248 - Banca Intesa San Paolo.